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Iniezioni intravitreali

Per curare la degenerazione maculare, l'ultima novità nella terapia consiste nelle iniezioni intravitreali.

Vengono eseguite in qualche secondo ma devono essere considerate un vero e proprio intervento chirurgico.
Le iniezioni intravitreali vengono infatti eseguite in sala operatoria in totale sterilità per evitare il pericolo di infezioni che potrebbero condurre ad una perdita visiva.

 


Il trattamento prevede l'iniezione del farmaco in anestesia topica con instillazione di un collirio anestetico dopo la disinfezione della cute e della congiuntiva.

La procedura deve essere eseguita da parte di un oculista qualificato ed esperto, in condizioni perfettamente asettiche come per ogni procedura chirurgica e ripetuta su base mensile per i primi tre mesi (fase di attacco), quindi nuovamente effettuata ogni due anni nel caso che gli esami della acuità visiva o quelli strumentali non ne richiedano l'anticipazione.



Iniezioni intravitreali | Studio VichiVengono iniettati nel vitreo farmaci antiangiogenici, che bloccano la proliferazione dei neovasi rallentando la progressione della patologia, con possibilità in una discreta percentuale di casi di migliorare la acuità visiva.

Ad oggi esistono due farmaci registrati per essere iniettati dentro l'occhio, il Lucentis e il Macugen, ma almeno altre 10 sostanze sono in via di sperimentazione.

 


Il trattamento porta a marcati miglioramenti ma il paziente deve essere seguito, in quanto vi è sempre il rischio di recidiva.

 



Dopo 7 o 15 giorni seguenti alle intravitreali viene controllato il visus ed effettuati esami con OCT, fluorangiografia e, più raramente, angiografia al verde di indocianina.
Gli esami vengono poi effettuati ogni mese o due, fino alla stabilizzazione.
Successivamente i controlli vanno eseguiti ogni 6 mesi.
Come detto, nel caso l'OCT, la fluorangiografia o l'esame della vista facessero notare la presenza o il pericolo di recidiva, verrebbe praticata una nuova iniezione intravitreale.
L'OCT evita gli esami con endovene coloranti.
 

 


 

Lo svantaggio degli antiangiogenici è la necessità di praticare con frequenza l'iniezione intraoculare. Gli studi devono inoltre ancora chiarire se l'effetto benefico di questi farmaci si mantenga per periodi superiori ai due anni.
 

 

 


Si fa presente che la visita medica specialistica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli presenti sul sito
vanno presi come meri suggerimenti di comportamento.