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Cross-linking

Il Cheratocono è una malattia degenerativa della cornea che generalmente colpisce entrambi gli occhi (85% dei casi).

Il problema insorge quando la parte centrale della cornea inizia ad assottigliarsi e ad incurvarsi progressivamente verso l'esterno. Si verifica quindi una curvatura irregolare della cornea, che perde la sua forma sferica, divenendo cronica.

 

Cornea con cheratocono | Studio VichiLa terapia più efficace per la cura del cheratocono è il trapianto di cornea.

Con il trapianto viene sostituita la cornea sfiancata e viene trapiantata una cornea da donatore.

Questa tecnica può essere attuata sia a tutto spessore (cheratoplastica perforante) sia mantenendo l'endotelio del ricevente trapiantando solo il lembo superficiale (cheratoplastica corneale).

Il trapianto di cornea è una terapia molto invasiva e anche di difficile attuazione sia per la difficoltà a reperire le cornee sia per la complessità tecnica di esecuzione dell'intervento, sia per problemi di rigetto.

 


 

Lo scopo del Cross-linking è invece quello di stabilizzare la cornea, di congelarla in un dato momento per rallentarne o addirittura arrestarne la progressione.

Con l'ausilio di una vitamina (la riboflavina) e di raggi ultravioletti di tipo A, la cornea viene resa più resistente, rendendo più stabile e rigido lo stroma corneale.

Questo permette un rallentamento della progressione del cheratocono e anche un blocco del peggioramento.

L'uso del Cross-linking riduce la curvatura corneale di circa 1 - 1½ diottrie.

È ampiamente dimostrato che tale tecnica può ridurre, se non impedire, la necessità di trapianto di cornea, in quanto non presenta alcuna controindicazione per un successivo ritrattamento.

È quindi possibile rieseguire nuovamente il trattamento a determinati intervalli di tempo.

 

 

Cross-linking | Chi può essere operato

Criteri di inclusione

  • Pazienti che presentino cheratocono con comprovata evolutività
  • Pazienti che presentino pachimetria superiore ai 400 μm
  • Pazienti con età compresa tra 14 e i 40 anni
  • Pazienti che abbiano che abbiano firmato il consenso informato
  • Vengono inclusi pazienti portatori di lenti a contatto a patto che si astengano da almeno 4 settimane dall'uso delle lenti e che da almeno 1 mese dalla loro astensione non sia stata notata variazione della curvatura corneale.

Criteri di esclusione

  • Pazienti che presentino altre patologie ectasiche
  • Pazienti che abbiano contratto cheratite erpetica
  • Pazienti che presentano pachimetria inferiore a 400 μm
  • Pazienti che abbiano subito altra chirurgia corneale
  • Pazienti in gravidanza e peurperio
  • Pazienti che presentino opacità centrali e paracentrali della cornea
  • Pazienti che non diano garanzia di collaboratività

Criteri di sospensione

Lo studio prevede dei criteri di sospensione individuali e collettivi.

La sospensione individuale avviene quando la differenza di refrazione tra il pre e il post operatorio sia maggiore di 4 diottrie a causa della anisometropia indotta e i relativi problemi etici che questo potrebbe porre ma possiamo procedere al trattamento dell'occhio controlaterale almeno dopo 6 mesi dal trattamento del primo occhio.

 

I criteri di sospensione collettiva invece sono:

  • Quando almeno in 2 pazienti sia stata rilevata un decremento della densità endoteliale maggiore del 50%
  • Se in più del 5% degli occhi trattati sia stato notato un haze corneale di grado 3 o 4
  • Se più del 5% degli occhi trattati sia stato notato un decremento di più di due linee di acutezza visiva
  • Se sia stata notata una progressione di opacità della lente dopo il trattamento

 

 

 


Si fa presente che la visita medica specialistica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico e che i consigli presenti sul sito
vanno presi come meri suggerimenti di comportamento.